Gli uomini sono quello che vediamo sin dall’inizio, non mettono una maschera per averci. A quello provvediamo noi! Quando ci sentiamo sole, o abbiamo paura di restare sole, ci mettiamo delle tende davanti agli occhi che ce li facciano sembrare più appetibili e gradevoli. Ma loro sono e restano quello che sono. Coerenti al proprio personaggio.
Alcune di noi, poi, vedono chiaramente i difetti, ma li giustificano e ammantano di nobili motivazioni e presupposti: precedenti rapporti falliti, una madre invadente, un carattere duro e puro all’apparenza ma profondamente sensibile (talmente in profondità che se ne accorgono solo loro).
Stamattina ho trovato una chiamata non risposta sul cellulare, era una mia cara amica, che aveva provato a contattarmi da presto. Ho capito subito che c’era qualcosa che non andava… ho provato a contattarla inutilmente, finchè mezzora fa c’è riuscita lei. Mi ha comunicato quello che era nell’aria già da un pò e che avevo premonizzato sarebbe accaduto presto: nella notte ha lasciato il fidanzato.
La scena se non si trattasse di un’amica sarebbe anche divertente:
Lui ieri ha provato a contattarla un paio di volte, ma lei non ha sentito il cellulare (ci voglio credere), non riuscendo a rintracciarla per voce, le ha mandato un sms (strano), lunghissimo (ancora più strano), in cui le anticipava che sarebbe andato a cena dai suoi, che aveva il cellulare quasi scarico e la rinviava all’indomani.
Lei ha provato a contattarlo più volte inutilmente, cellulare spento. Dopo mezzanotte, poichè lui era sempre irragiungibile, si è piazzata sotto casa sua, lui è arrivato all’1.40, è sceso dalla macchina ma non l’ha vista subito. Quando ha realizzato la presenza è sbiancato e le ha chiesto che ci facesse li. Lei ha dato il via all’interrogatorio con quel tono gelido e quell’espressione di pietra che riusciamo a indossare noi donne in certe circostanze:
Dov’eri? Dai miei
Fino a quest’ora? Piantala dov’eri? Dai miei sono andato via ora
Piantala dov’eri? Dopo essere andato via da casa dei miei ho fatto un giro
Con chi eri? Da solo
Piantala con chi eri? Con un’amica (a questo punto il pallore vira sul verde e inizia a tremare)
Sei innamorato? No
Ti piace però? No (ma qualcosa nella voce si incrina)
Avete scopato? No è un’amica
Non ha investigato oltre, ha girato i tacchi e se n’è andata dicendo addio.
Quando un’amica telefona e ti racconta le sue disavventure amorose in genere taci e ti fai scappare ogni tanto un commento come “non so che dirti..”, la gamma delle mezze frasi spazia poi dal “davvero?” al “e lui?”. Ma in realtà la tua idea te la sei già fatta da un pezzo. Hai assistito alla realizzazione di una relazione sbagliata in partenza, hai visto l’incapponirsi della tua amica nel volerla ammantare di possibilità, di se, di ma e di aspettative che per te avevano tutte le caratteristiche della perdita di tempo. Perchè è inutile cercare di cavare sangue dalla rape, lo sapevano persino gli antichi, che infatti ci hanno fatto un proverbio. La tua amica ha voluto credere a tutti i costi in una storia persa, una storia fatta con i frammenti di vita che lui le elemosinava attaccati con lo sputo della sua tenacia. Per quanto lei abbia cercato di costruirci un bel soprammobile, un bell’orpello, questo rimaneva pur sempre un puzzle appicicato a sputo!
E si che questo orpello ha resistito a lungo, tanto da farmi esclamare non più di due giorni fa, “Lui dovrebbe essere un cretino per chiudere, non ho idea se sia innamorato, ma penso che una situazione così comoda non la troverà mai più nella sua vita!”:
la storia è iniziata nell’ottobre dello scorso anno, intervallata da una serie di rotture e riappacificazioni dettate dall’esigenza di lui di “pensarci su” e di “fare di nuovo il single per un week end”!
Una di queste rotture è durata oltre un mese, dopo di che sono tornati insieme per un paio di settimane in cui lui è “meno stronzo”, “cambiato”, “più disponibile”!
Dopo un paio di settimane di questo idillio lui parte per cuba, per un mese! Lei lo saluta promettendogli di andare a prenderlo all’aeroporto. Mentre lui è via gli rubano il furgone del lavoro e una volta ritrovato si occupa lei di sbrigare tutte le pratiche e di sottrarlo alla carissima custodia delle autorità.
Al rientro di lui partono insieme per una vacanza in Spagna, naturalmente, visto che lui di mare se n’era fatto in abbondanza a Cuba hanno girato le città iberiche, che si sa ad agosto viene bene!
Una sera in cui lei esce con me e il Signore delle tempeste viene scippata di borsa con documenti e chiavi di casa. Ma lui molto carinamente, al telefono, prima di crollare addormentato le ha elargito un preziosissimo consiglio… sbarrare la porta d’ingresso con un tavolo pesante!
Non chiedetemi perchè lei stesse con lui, penso fosse innamorata, non trovo altra spiegazione. Come ho dettoall’inizio del post, noi donne a volte non ci rassegnamo ad accettare la conclusione o l’inconsistenza di una relazione. Secondo me è un problema di presupposti e di intenti, crediamo e tentiamo di gestire la persona con cui ci relazioniamo e non il rapporto. Mentre in realtà il nostro partner ha le proprie esigenze e un proprio passato che vanno considerati rispettati e incoraggiati.
Senza annullarsi, ma arricchendosi…e ciò non toglie che mi viene naturale la domanda..MA PERCHE’ GLI UOMINI SONO TUTTI…(O QUASI..MA CHI NON LO E’.. PRIMA O POI LO DIVENTERA’) STR….I???
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